Ferdinand Gregorovius (1821 in Neidenburg),

 

storico medievalista e viaggiatore tedesco, nelle sue "Passeggiate romane" (1873), una specie di “guida turistica d’autore”, dedicò ampio spazio alla "Pompei del medioevo" come appellò Ninfa.

"E' più bella di Pompei, le cui costruzioni hanno l'aria di mummie sventrate, strappate a fatica dalla lava vulcanica. Su Ninfa invece un mare di fiori si agita il soffio della brezza, ogni muro, ogni edificio, ogni pietra è ricoperto di rampicanti. A penetrare dentro questa città verdeggiante, a percorrerne le vie nascoste sotto la spessa coltre di muschio, a vagare tra le sue mura ammantate di foglie frementi, l'emozione ogni volta è indicibile".

E ancora: "Ovunque è un tripudio di fiori: essi vanno in processione verso la chiesa in rovina, si arrampicano sulla torre, occhieggiano, ridendo sommessamente, da tutte le cave finestre delle stanze, sbarrano ogni porta, perché dentro le case abitano gli elfi, le fate, le naiadi e i mille spiriti incantevoli del mondo della fiaba".