Oasi di Ninfa


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Le vicende di Ninfa, a partire dagli ultimi anni del Duecento, s'intrecciano strettamente con quelle della famiglia Caetani. Nel 1297, per duecentomila fiorini d'oro Pietro Caetani acquista il diritto d'uso del castello di Ninfa, che arricchì della torre quadrata e della diga, e per intercessione del pontefice Benedetto Caetani, eletto con il nome di Bonifacio VIII, nel 1303 acquisì l'intero territorio circostante.

Dopo un periodo di grande splendore, a seguito della scissione della famiglia Caetani e alle liti tra i comuni vicini, si determinò, nel 1382, la completa distruzione ed abbandono di Ninfa.

Edera e rovi popolarono la "Pompei del Medioevo", come l'appellò Ferdinand Gregorovius per la suggestiva atmosfera di mistero e d'oblio che avvolgeva la "città morta", fino a quando, nel 1920, Gelasio Caetani iniziò la bonifica e il restauro delle antiche mura, nonché approntò un primo schema dei giardini. L'opera fu condivisa e portata avanti negli anni con grande passione da tutta la famiglia, dalla madre Ada Wilbraham, che mise a dimora le prime specie botaniche, a Roffredo Caetani, musicista e fratello di Gelasio, con la moglie Marguerite Chapin e soprattutto dalla loro figlia Lelia Caetani Howard, l'ultima del millenario casato, che prima di morire (1977), non avendo eredi, costituì la Fondazione Roffredo Caetani per la gestione e tutela del meraviglioso orto botanico.