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Finché
non fu bonificata e di nuovo abitata, Ninfa fu un luogo misterioso e
pittoresco: una piccola ed affascinante città popolata solo da edera, rovi e
acquitrino. Una desolazione romantica che evocava forti sentimenti. Tra i
pittori e gli incisori che trovarono ispirazione da Ninfa ricordiamo Edward
Lear, Hermann Corrodi, Ernest Meyer, C.Hullmandel, J.J.Middleton. Tra gli
italiani Sartorio, Parisani, Ferrari, Vitalini, Mazza, Gioia, Barucci,
Anivitti, Ciancia e
Lelia Caetani.
Descrizioni molto suggestive di Ninfa sono quelle rese da
Arnaldo Cervesato nella sua "Guida
del Lazio", e soprattutto quelle di
Ferdinand
Gregorovius, nelle "Passeggiate Romane", che diede
l'appellativo di "Pompei del Medioevo" che tuttora Ninfa conserva.
Anche il romantico giardino creato dai Caetani, fu più recentemente motivo
d'ispirazione di grandi opere e grandi artisti. Qui, infatti, fu ospite lo
scrittore russo
Boris
Pasternak che portò a conclusione il suo capolavoro "Il
Dottor Zivago" con il quale ottenne il Premio Nobel per la Letteratura
(1958).
A Ninfa soggiornò spesso lo scrittore
Giorgio Bassani,
amico di
Marguerite Caetani ed affascinato dalla "magia del posto" tanto
che qui scrisse parte del suo capolavoro "Il giardino dei Finzi-Contini"
(1962). |