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Cisterna
di Latina
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Cenni
storici e turistici |
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SUESSA POMETIA, ULUBRAE, TRES
TABERNAE E S.PAOLO |
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Antichi e prestigiosi
furono i natali di Cisterna. La fertilità del suolo e la posizione di crocevia
tra i monti, la pianura ed il mare, fecero sorgere la più importante città
latina, del Lazio meridionale: Suessa Pometia (rasa al
suolo da Tarquinio il Superbo) che diede il nome all'intera pianura
pontina. In epoca romana fiorì il
villaggio di Ulubrae proverbiale come abitato minuscolo e per
questo citato da Orazio, Giovinale e Cicerone, ospite più volte del villaggio.
Tuttavia fu “municipium”, cioè governata da proprie leggi e con i
privilegi della cittadinanza romana.
Con
l'apertura della via Appia nacque il fiorente abitato di Tres Tabernae sorto
intorno a 3 botteghe (tabernae) nelle quali trovavano ristoro e cambio di
cavalli gli stanchi viaggiatori della Regina Viarum. Tra questi anche
Cicerone, che la cita in 3 lettere inviate ad Attico (II, 10, 12,13), e
S.Paolo che qui incontrò i primi cristiani romani
durante il viaggio da Tarso a Roma (Atti degli Apostoli XXVIII,15). Tra i
molti reperti tornati alla luce ci sono un’epigrafe funeraria della potente
famiglia senatoriale Pinaria, coperture sepolcrali, vari monili, un impianto
termale, edifici con preziosi mosaici tra cui un artistico èmblema figurato,
esemplare unico e forse ellenistico o di prima età imperiale.
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PALAZZO
E GROTTE
CAETANI
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Costruito
dal duca Bonifacio Caetani nel 1560 intorno alla rocca dei Frangipane, di cui
sono ancora visibili il pozzo romano e la torre quadrata, il Palazzo sorge
all’estremità e nel punto più elevato dell’antico borgo per il quale
costituiva un confine difensivo nonché l’ingresso attraverso la “Porta
Agrippina”. Mutilata nel 1944 dai bombardamenti bellici, della lunga e
massiccia costruzione rimane l’esatta metà. Probabilmente opera
dell’architetto Francesco da Volterra, Palazzo Caetani è un esempio del
“sintetismo” cinquecentesco con forme essenziali,
pochi elementi decorativi, ampia corte quadrata con arcate sottolineate da fasce,
piani
soprastanti scanditi orizzontalmente da fasce marcadavanzale e piatte e
sottili cornici che arricchiscono la superficie muraria.
Sotto
il Palazzo, fino ad oltre 20 metri di profondità, corrono ampie e lunghe
gallerie non ancora interamente esplorate. E' incerta la loro esatta origine ma
certamente furono utilizzate dai Caetani per estrarre la
pozzolana necessaria all’edificazione del Palazzo. Durante la Seconda Guerra
Mondiale, le Grotte divennero sicuro riparo per i cisternesi dai violenti bombardamenti.
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AFFRESCHI
E OSPITI ILLUSTRI
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Preziosi
affreschi degli artisti più apprezzati del 600, come Federico e Taddeo Zuccari,
il parigino Stefano Duperac, Girolamo e Tullio Siciolante, adornavano le ampie
sale a volta di Palazzo Caetani. I bombardamenti bellici devastarono il palazzo
ed i suoi affreschi risparmiando, almeno in parte, le restaurate Sala Zuccari e
Sala della Loggia, oggi sedi di cerimonie, convegni e concerti da camera, che
danno un'idea della raffinatezza delle decorazioni.
Luogo
di ristoro lungo l’Appia per nobili viaggiatori e prestigioso ritrovo per
ricche battute di caccia, le sale di Palazzo Caetani accolsero cardinali,
pontefici e principi di mezza Europa tra cui Papa Gregorio XIII, i Cardinali
Lancellotti e Caraffa, Maria Carolina d’Austria, Papa Clemente VIII, Clemente
XI, Pio VI, Benedetto XIII. Famosa era l’ospitalità dei Caetani.
Nell’ottobre 1589 Onorato IV accolse Papa Sisto V con una grandiosa caccia ed
un banchetto nel bosco di S.Biagio dove fece sgorgare “il vino dalle querce
come l’acqua dalle fontane”.
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STORIA E ROVINE DI NINFA
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Fiorente centro medievale ai piedi dei Monti
Lepini,
il nome ricorderebbe il piccolo tempio alle Ninfe che in età classica sorgeva
dove ora si stende il lago. Nel 743 fu donata da Costantino Copronimo,
imperatore di Bisanzio, a Papa Zaccaria. Qui, il 20
settembre 1159 nella chiesa di S.Maria Maggiore, fu incoronato Papa Alessandro
III, il cardinale Rolando Bandinelli in fuga dai fautori di Federico Barbarossa
che gli opponeva l’antipapa Vittore IV. Per vendicarsi, Barbarossa ordinò la
distruzione di Ninfa. Ma è a causa di lotte fratricide che nel 1382 venne
definitivamente abbandonata e invasa dalla malaria. Edera e rovi popolarono i
resti della “città morta” fino a quando, nel 1920, Gelasio Caetani
iniziò la bonifica e il restauro delle antiche mura. Della rigogliosa
cittadina, definita dallo storico-viaggiatore Gregorovius la “Pompei del
Medioevo”, oggi rimangono l’alta torre quadrangolare, i resti del
castello, il cinquecentesco municipio, i ruderi di sette chiese, due ponti romani ed
un mulino.
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IL
GIARDINO E L'OASI DI NINFA
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E’
considerato il più bel giardino d’Europa. Creato dai Caetani all’inizio del
‘900, per la sapiente scelta cromatica e diligente cura, è un raro esempio di
perfetta intesa tra l’uomo e la natura. Per la fertilità del suolo e la
mitezza del clima, vi rigogliano piante provenienti da tutto il mondo ai cui
piedi scorrono ruscelletti e cascatelle originati da limpidissime fonti che
danno vita al fiume Ninfa. Lo scenario delle restaurate mura dell’antica città,
rende ancora più affascinante ed incantata l’atmosfera magica che avvolge il
visitatore. Meta di turisti e personalità da ogni parte del mondo, il fascino e
la suggestiva bellezza dei luoghi hanno eccitato nei secoli la fantasia di poeti
e scrittori. Oltre al giardino, Ninfa vanta un’oasi avifaunistica
con circa 150 specie di uccelli tra cui aironi, garzette ed il falco
pellegrino. Nelle sue limpidissime acque, oltre alle innumerevoli rane, vive la
trota macrostigma importata migliaia di anni fa dai romani d’Africa. Aperto da
aprile ad ottobre, il primo e terzo week end di ogni mese, il Giardino conta
circa 40.000 visitatori l’anno.
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LA
LEGGENDA DI NINFA
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Ninfa
era figlia di un re che desiderava ardentemente liberare il suo regno dalla
palude. Convocò i re confinanti: Martino, buono e saggio; Moro, malvagio ed
esperto di arti magiche. Il padre di Ninfa promise in sposa la figlia a chi
fosse riuscito nell'impresa. Martino, che Ninfa amava segretamente, si mise
subito all'opera e con grandi sforzi scavò un canale, Rio Martino, che però
non riuscì a cancellare la palude.
Moro,
invece, aspettò l'ultimo dei giorni assegnati e con un
sortilegio deviò le acque al mare liberando il regno dal pantano. Ninfa gli
spettava in sposa, ma preferì la morte gettandosi dalla torre nel lago.
Immediatamente il sortilegio svanì e sulla pianura tornarono palude e malaria.
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I
BUTTERI, I CAVALLI E LA SCONFITTA DI BUFFALO BILL
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Da
sempre stretto è il legame tra i cisternesi e il cavallo, prima con le
“stationes” romane, poi con la palude, oggi con lo sport. Quando il
territorio era invaso dalla palude, Cisterna era
“la patria dei butteri”. Profilo aquilino con
indosso un cappello a cencio ed un mantello di saio, i butteri erano rudi
mandriani ma anche arditi cavalieri e audaci domatori. Celebre è la sconfitta
di Buffalo Bill inflitta l' 8 marzo 1890 dal buttero Augusto Imperiali. Celebre anche la razza equina "Spineta"
di Cisterna creata dall'incrocio di stalloni
inglesi con cavalle maremmane e venduta quasi esclusivamente alla Regia
Cavalleria.
I
butteri ed i possenti cavalli di Cisterna ispirarono molte creazioni di pittori
e incisori dei primi del ‘900. Ricordiamo il Coleman, Lear e soprattutto
Duilio Cambellotti, pittore, scultore, grafico, scenografo, che forse meglio di
tutti ha rappresentato la simbiosi tra il buttero ed il suo cavallo.
Tuttora
è viva la cultura del cavallo grazie alla presenza di prestigiosi allevamenti
ed allo svolgimento di concorsi ippici nazionali ed
internazionali.
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GUERRA
E BONIFICA
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Negli
anni ‘20, Cisterna fu il centro organizzativo
per la grande bonifica della pianura pontina. Presso la stazione di Cisterna
arrivarono migliaia di braccianti dal nord Italia ai quali veniva dato loro un
riparo ed un’occupazione.
Da qui si dirigeva l'imponente opera di restituzione
all’uomo delle terre per millenni occupate da acque stagnanti, malaria e
zanzare. In breve si compì il miracolo e sul territorio di
Cisterna, un tempo disteso fino a Terracina, nacquero le “città nuove” di
Littoria (oggi Latina), Sabaudia, Aprilia, Pontinia, vari borghi agricoli e la
provincia di Latina (1932). Durante
la Seconda Guerra Mondiale, con lo sbarco ad Anzio delle truppe
americane, Cisterna venne scelta come linea difensiva dalle armate
tedesche. Violenti scontri a fuoco e bombardamenti aerei resero la
città un cumulo di macerie. Il 19 marzo 1944 le truppe tedesche
ordinarono lo sfollamento della città mentre una parte trovò riparo
nelle vicine montagne, circa 4 mila cisternesi vissero per 58 giorni
nascosti nelle grotte di Palazzo Caetani sotto una pioggia di bombe. |
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CHIESA S.M.ASSUNTA
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La Chiesa di S. Maria Assunta originariamente si
trovava nel cuore del borgo antico e nel 1582 divenne Collegiata in seguito alla
fusione con la chiesa di S.Paolo di Ninfa. Nel 1793, ritenendola troppa angusta,
Francesco Caetani avviò la costruzione di una nuova cattedrale dove oggi la
vediamo. Fu quasi completamente distrutta dai bombardamenti bellici ma presto
ricostruita con lo stesso impianto a 3 navate però priva dei numerosi stucchi e
affreschi realizzati da Vincenzo Vilà, da Francesco Giangiacomo e da Cavallucci
da Sermoneta.
La porta in bronzo, opera di Angelo Biancini, è
stata modellata a Faenza e realizzata nel 1981. Le due fasce in bassorilievo
rappresentano gli eventi di Cisterna: esodo dalle grotte, battaglie e
trasmigrazioni, S.Michele Arcangelo vincitore sul peccato, il patrono S.Rocco
vincitore sulla peste. Attribuita alla scuola del Canova, la statua di San
Rocco, invocato ed eletto patrono durante la peste del 1837, fu scolpita da Fabio
Provinciali e nel 1845 collocata in una cappella della Collegiata dove ancora oggi si può ammirare.
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FONTANA
BIONDI |
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Realizzata
dallo scultore Ernesto Biondi tra il 1885 ed il 1890, la "Bella
Ninfa", molto probabilmente la dea Feronia che con il braccio destro
innalza un ramoscello d'ulivo, è divenuta il simbolo della vittoria della
bonifica sulla palude e quindi sulla malaria, rappresentata qui da una figura
demoniaca incatenata e distesa sotto i piedi della dea. La forma tozza creata
dai massi di granito e stalattiti fatti giungere dal Trentino, allora Impero
Asburgico, simula una montagna con grotte e anfratti la cui base è costituita
da una vasca circolare con gradinate. La "Bella Ninfa", detta anche
Fontana Biondi, fu mutilata e decapitata durante l'ultima guerra, ma in breve
venne restaurata e arricchita di un giardino. Piazza Amedeo di Savoia Aosta,
Piazza Aurelio Saffi e Piazza 19 Marzo costituiscono il cuore della città
moderna. Qui, infatti, si trovano il Palazzo Municipale, la Chiesa S.Maria
Assunta, il moderno Palazzo dei Servizi e la Fontana Biondi.
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PRODOTTI LOCALI
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Nonostante la presenza di grandi
industrie nazionali e multinazionali, Cisterna
di Latina conserva l’originaria vocazione agricola nella ricerca del giusto
connubio tra natura ed economia locale. Rinomate sono le
uve prodotte dai vigneti di Cisterna ed il vino è apprezzato in Italia e
all'estero. Così pure il latte delle numerose aziende zootecniche da cui
derivano le gustose mozzarelle prodotte da alcune grandi industrie
casearie. Negli anni ‘70, grazie alla fertilità del suolo
ed alla mitezza del clima, Cisterna fu tra i primi in Italia a sperimentare con
successo la coltivazione dell’actinidia ed a commercializzare il kiwi in Europa.
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